Riceviamo e pubblichiamo il parere di Francesca Pietropaolo sulla destinazione d’uso di viale dei Portici

40moLa tipicità dei doveri connessi alla titolarità della proprietà delle strade in capo agli Enti Locali, nonché al più generale interesse pubblico negli ambiti della sicurezza e viabilità, si rinveniva già all’art. 28 dell’Allegato F della Legge n. 2248/1865 e nel successivo R.D. 2056/1923, recanti le disposizioni per la classificazione e manutenzione delle strade pubbliche, che trovano oggi compiuta regolamentazione nell’attuale testo del Codice della Strada (D.Lgs. n. 285/1992).
Sul tema in prima istanza occorre rilevare che, mentre il diritto di uso pubblico può esser fatto valere da ciascun residente, affinchè una strada possa ritenersi di proprietà della P.A. è necessario rinvenire un atto (convenzione o provvedimento ablatorio) o un fatto (usucapione) che ne abbia trasferito il dominio all’amministrazione: non è infatti di per sé sufficiente che la strada sia destinata all’uso pubblico (Cass. 8204/2006 che richiama una costante linea interpretativa).
Tanto premesso, all’art. 14 il Codice della Strada stabilisce che “gli enti proprietari delle strade, allo scopo di garantire la sicurezza e la fluidità della circolazione, provvedono: a) alla manutenzione, gestione e pulizia delle strade, delle loro pertinenze e arredo, nonché delle attrezzature, impianti e servizi; b) al controllo tecnico dell’efficienza delle strade e relative pertinenze; c) all’apposizione e manutenzione della segnaletica prescritta”. Significativamente nello stesso articolo si ritrova la disposizione per la quale i poteri dell’ente proprietario devono essere esercitati dal Comune per le strade vicinali di cui al precedente art. 2 comma 7. Il richiamo letterale dell’elenco vale per le strade urbane di quartiere, le strade locali e le strade comunque opportunamente sistemate per essere destinate alla circolazione di pedoni, veicoli e animali non facenti parte delle altre tipologie citate.
Per quanto riguarda la destinazione, giova peraltro ricordare che il Codice sottopone all’applicazione delle proprie previsioni tutte le “aree” a uso pubblico destinate alla circolazione dei pedoni, dei veicoli e degli animali. Conseguentemente, ai fini della corretta interpretazione normativa, la sede stradale risulta essere costituita tanto dalla superficie esistente entro i confini viari, quanto dalla carreggiata e dalle relative fasce di pertinenza: talché, nel concetto di area stradale vengono ricompresi banchine, golfi di fermata, isole di canalizzazione, fasce di sosta laterale, marciapiedi, parcheggi, piazzole di sosta e piste ciclabili, così come ogni altra qualsivoglia pertinenza di esercizio o di servizio, come previsto all’art. 24 del Codice.

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Riceviamo e pubblichiamo volentieri il seguente scritto di Roberto Mascherpa, delegato comprensoriale del condominio CEDRI.

40mo“Gentile Signora o Signore,
cerco di esporre qui, in modo chiaro, ciò che vado esponendo da anni a tutti livelli delle istituzioni locali e cioè  che il Comune deve occuparsi della sicurezza all’interno del nostro Centro Residenziale Edilnord (CRE) e che non adempie a questo dovere dal 1992.

Non è la prima volta che scrivo sull’argomento, ma questa volta mi allargo un po’  con qualche nuova idea come, d esempio, il titolo dello scritto.

1.  Le parti comuni indivise di un super-condominio, secondo la Legge 11 dicembre 2012, n.
220 Modifiche alla disciplina del condominio negli edifici, devono essere amministrate come un condominio e richiedono un amministratore dedicato a tale compito.
Così viene amministrato il CRE.

2.  La stessa legge non prevede il caso di un super-condominio le cui aree interne siano aperte all’uso pubblico, che è proprio il caso del CRE.

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Nulla di fatto sulle richieste avanzate al Comune di Brugherio da Francesca Pietropaolo in merito alle soluzioni individuate per rispondere alle necessità primarie del quartiere Edilnord: un nuovo parcheggio sull’area ex-roggia, la nuova scuola materna, la formulazione di un nuovo progetto per l’area ex-Sporting e, non in ultimo, l’applicazione del Codice della Strada sul viale dei Portici con i conseguenti obblighi di illuminazione e manutenzione a carico della Amministrazione Comunale.
Increscioso che la minuta politica locale (!) quanto coloro chiamati a sostituirla (!) non siano stati in grado, in un processo estenuante e durato ormai anni, di dare quelle risposte serie e concrete che sono ormai da rinviare alla prossima tornata elettorale per il Comune di Brugherio.
Dopo l’apertura dell’asilo nido e il prolungamento della ex Linea 3 con fermata davanti al Bosco in Città (entrambi frutto dell’impegno dell’ex assessore pidiellino) sarà necessario tornare a governare per vedere ulteriori sviluppi positivi, affermando e sostenendo con rinnovata forza gli interessi del nostro quartiere (!).

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